Canto alla città. Reading è il primo evento conclusivo del progetto F.A.M.I EduCittà. Educazione civica e italiano in prossimità

Se il linguaggio non produce ascolto, se non viene accolto, introiettato, resta sterile, non porta più la voce da nessuna parte, il pellegrino è fermo. (Tahar Lamri)

Reading a cura di Gianmarco Busetto e Carola Minincleri con la partecipazione di Marco Duse e Mattia Pozzobon con Babacar, Fadya, Iulia, Marufa, Mbaye, Rima, Rhitu, Rose, Trishna, Zamir.

Giovedì 12 aprile, alle ore 18:30, a Mestre, presso il Teatro Kolbe in via Aleardi 156, a ingresso libero.

José Saramago afferma che la lingua sceglie probabilmente gli scrittori che le sono necessari, e li impiega per esprimere un pezzo della realtà. Ngugi Wa Thiong’o ritiene che scrivere nella lingua dell’altro può compromettere la componente emotiva e ideologica di chi scrive. Edouard Glissant crede che scrivere nella lingua dell’altro può essere visto come un modo per spezzare le barriere e creare un nuovo codice espressivo nel quale diverse culture possono incontrarsi e cambiare scambiandosi. È quello che hanno incominciato a fare Babacar, Fadya, Iulia, Marufa, Mbaye, Rima, Rhitu, Rose, Trishna e Zamir (e Juthe e Agnese, che preferiscono non salire sul palcoscenico) sulla strada tracciata dal grande scrittore algerino naturalizzato italiano Tahar Lamri (Algeri, 1958), arrivato in Italia nel 1986 dopo aver vissuto in Francia e in altri Paesi europei, autore del best-seller I sessanta nomi dell’amore.

Il Reading è il primo evento conclusivo del progetto F.A.M.I EduCittà. Educazione civica e italiano in prossimità, un percorso articolato, dove il gruppo ha avuto l’occasione di apprendere la lingua italiana non solo come strumento di integrazione, ma anche come espressione di sé e crescita. Il testo cuce insieme brevi testi poetici, impressioni nate a partire dall’osservazione delle piccole cose del quotidiano e riflessioni sorte rispondendo a tre semplici domande: che cos’ha valore per me? Che cosa mi fa arrabbiare? Qui, oggi, per che cosa mi sento di ringraziare? Se ci mettiamo in ascolto è semplice sentire come emozioni, fatiche e sogni si somiglino in molte culture. Se ci mettiamo in ascolto forse smettiamo di avere paura, di pensare di conoscerci, e di perderci il meglio gli uni degli altri. E se il futuro dell’integrazione si giocasse proprio ora, qui, dove gli immigrati smettono di essere una nebbia oscura e divengono voci e persone? E se avesse ragione Lamri, e tra queste persone si rinvenisse un particolare talento nel cambiare il proprio punto di vista, il talento affinato “per sopravvivere durante i viaggi tra culture diverse”, non potrebbe tale competenza essere messa a servizio dell’integrazione? Non potrebbero forse svolgere un ruolo essenziale, i migranti, nel mettere in moto i processi dell’integrazione? Ogni possibile risposta inizia da un ascolto.

Il progetto è promosso dal Comune di Venezia – Direzione Coesione Sociale, Servizi alla Persona e Benessere di Comunità Servizio Immigrazione e Promozione dei Diritti di Cittadinanza e dell’Asilo .

Per info: https://www.comune.venezia.it/it/archivio/1414

CANTO ALLA CITTA’ locandina