Profilo degli italiani a rischio esclusione

Il rapporto curato dall’INAPP – Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche – sui low skilled in Italia, ovvero le persone con basse competenze e qualifiche è on line. Nel nostro paese sono circa 11 milioni i cittadini che per queste carenze si trovano ad alto rischio di esclusione sociale. Basato sui dati dell’indagine OCSE-PIAAC, lo studio redatto da Simona Mineo e Manuela Amendola ha l’obiettivo di definire le caratteristiche anagrafiche, sociali e culturali di questo segmento di popolazione, delineando come avviene il loro coinvolgimento nei percorsi formativi per potenziarli e renderli più efficaci.

Lo studio PIAAC è stato condotto per avvalorare l’importanza delle competenze per l’arricchimento della vita personale, la crescita economica e il mantenimento della coesione sociale. La popolazione straniera residente in Italia interessa trasversalmente lo studio.

Indice del Volume

  1. Gli sviluppi delle indagini OCSE sulle competenze degli adulti: un percorso più che ventennale di ricerca comparativa
  2. Gli italiani low skilled in literacy
  3. I Reading Compontent: uno strumento per approfondire l’analisi delle competenze della popolazione lowskilled
  4. L’uso delle information processing skills al lavoro nella vita quotidiana per la popolazione low skilled
  5. Qualification e skill mismatch nella popolazione low skill

Abstract

Il Paper “I low skilled in literacy: profilo degli adulti a rischi di esclusione sociale”fornisce un approfondimento sul tema degli adulti con bassi livelli di competenze basato sui risultati dell’indagine internazionale OCSE-PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies). Il tema appare di grande rilevanza in questo momento per l’OCSE e per altri organismi Internazionali (ad es. Commissione Europea, Cedefop) che da tempo evidenziano il ruolo fondamentale delle competenze delle persone per garantire la crescita delle società in maniera il più possibile equa, inclusiva e sostenibile. In Italia i cittadini low skilled in literacy sono quasi 11milioni, il 28% della popolazione adulta compresa tra 16 e 65 anni a fronte di una media OCSE pari al 15,5%. Il rapporto ha come obiettivo la descrizione e l’analisi dei low skilled italiani: definirne le caratteristiche anagrafiche, sociali e culturali, capire come e in quali contesti acquisiscono (o perdono) e usano (o non usano) le proprie competenze, analizzare il loro coinvolgimento (o allontanamento) dai percorsi educativi e formativi, il tutto al fine di fornire indicazioni utili ai policy maker e dati che possano supportare la progettazione di interventi mirati ed efficaci. Nel Report è presente infine, in maniera trasversale, un focus sulle competenze degli stranieri residenti in Italia, rilevati dall’indagine PIAAC. L’acquisizione e lo sviluppo di competenze (linguistiche in primo luogo ma non solo) da parte dei migranti rappresentano infatti uno dei presupposti fondamentali per la piena integrazione sociale e culturale presso i Paesi ospitanti.

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